E alla chitarra: RICCARDO ONORI!!!

Ci piace davvero Riccardo Onori che molti di voi conoscono come il mitico chitarrista di Jovanotti, quello che negli ultimi anni lo ha accompagnato sui palchi di tutta Italia e d’America pure, tanto per non farsi mancare niente.
Ribadisco che mi piace davvero, non tanto per dire. Nel gruppo è il timidone con gli occhi che ridono, deve essere un curioso perso, e di sicuro pensa un sacco di cose fantastiche che poi non dice; e io che sono Ercole, anche se lo conosco molto molto poco, lo so da quando l’ho incontrato la prima volta, appena sono sbucato a Milano da nuovoMondo. Ma questa è un’altra storia.
(http://www.soleluna.com/jowemsite/indexnuvole.html).
Comunque Riccardo si lascia intervistare senza balle anche se è una rockstar, un chitarrista, un guitar hero. Ecco la vita che sognava da bambino: “nel mio mondo piccolissimo, fatto di poche persone: mia madre, mio padre, ma soprattutto mio fratello, il mio eroe. Pensavo poco e giocavo molto, il resto del mondo era in televisione con il Carosello e l'Odissea, Pinocchio e Gesù di Nazareth. Il mio passato era così breve da potermelo scordare il giorno successivo”. Generazione “Saranno famosi”, intere giornate davanti allo specchio a far finta di recitare, suonare la chitarra e a ballare. Con la musica sempre addosso, uno di quei ragazzini che strimpellava le corde della racchetta da tennis in campo, assoli e virtuosismi mentre fioccano le pallette, alla faccia del maestro.
La svolta arriva al concerto di Miles Davis: “Posso affermare con certezza che quel concerto mi ha completamente trasformato, è stato come aver visto la luce a una messa gospel”! Poi Riccardino inizia a girare tutta l’Italia con la chitarra in spalla e così conosce grandi musicisti, da Bollani a Rava, dall’Orchestra del Titanic a Irene Grandi, a Emir Deodato Dirottando su Cuba, fino a diventare il chitarrista che è senza quasi accorgersene.
(http://www.eumirdeodato.com/).
“Ancora oggi è un sogno e spero che nessuno mi svegli!”.
“Infine (si fa per dire), ho incontrato Lorenzo. Prima di suonare con lui avevo immaginato più volte di collaborare, anche se mi sembrava infattibile, dal momento che il suo produttore era anche il suo chitarrista. Ma alla fine, gli imprevisti positivi della vita … !
Grazie al mio lavoro con Lorenzo ho poi potuto condividere il palco con gente come Ben Harper, Edoardo Bennato, Piero Pelù, Mike Patton.
E qui apriamo una meravigliosa parentesi. Ve lo ricordate Patton? Il durissimo leader dei Faith no More, roba forte e metalla, la faccia cattiva dei Guns and Roses… Oggi Patton è più che mike italico, bucolico, toscanico, romantico. Al cuor non si comanda, e così l’anno scorso ha inciso “Mondo Cane”, un disco di canzoni accorate tutte italiane, nel quale, manco a dirlo, ha suonato il nostro Riccardo Onori. Chiusa parentesi, e torniamo a noi.
Il rapporto con Lorenzo è entusiasmante. “Lo conosco da 11 anni, e ogni volta riesce a stupirmi: è un vulcano. Spesso, quando siamo in procinto di creare una canzone, lui ha già in testa il panorama completo di ciò che nascerà, mentre io riesco a comprendere il tutto nell'attimo in cui la canzone è finita. Anche ai concerti: solo quando rivedo i video degli spettacoli, riesco a cogliere a pieno il significato del suo lavoro geniale. Lorenzo è universale; usa la parola, la musica e l'immagine come se fossero un’unica materia, riesce a scolpire l'elettricità!”.
Ma che tu lavoro fai?
"Il mio lavoro è un gioco costante, e non un lavoro in senso stretto. Ho sempre avuto difficoltà a dare una definizione precisa a ciò che faccio, in quanto sono convinto di essere io stesso a non poter fare a meno di suonare. La mia è più una vocazione che un lavoro, non saprei cos'altro volere".

E tu suona!

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