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Jova, il Crooner Elettrico.

Il Crooner Elettrico.

Ora è il 24 gennaio 2011.
Al trentunesimo piano del Mondo, sul Pirellone nel centro di Milano, Jova colpisce ancora.
Lorenzo ora è lì, solo con il suo mac come un pianista con il suo piano, di fronte alla platea di giornalisti, musicisti, musicologi, eventologi, amici e altri che non so. Tutti qui, tutti ora. Attendono Jova al varco. Viva Tutto? Ora? Col mondo che rotola lo voglio vedere come pensa positivo. E lui lì arriva, completo nero e camicia rossa, un po’ Garibaldi, un po’ Dylan Dog. Sorride e attacca subito, accorda una storia tutta in immagini, che avvolgono e rimbombano riempiendo la sala. E’ la storia di Ora, che parte un anno fa, ma che racconta 44 anni di un percorso che ancora una volta pare, a tutti, di nuovo all’inizio.
Il viaggio nelle immagini è bello e divertente, è intenso e stralunato, e c’è da ridere, quando ad esempio si “googlano” le facce di Saturnino, e c’è da sobbalzare, quando si trova Maradona che stringe Totti in Iran, e poi ancora si ride all’abbraccio generazionale tra Jovanotti e Vecchioni, e ancora si balza tra i Beasty Boys e Sinatra, a cui l’amico Battiato, si sa, preferisce l’insalata. Insomma, se già raccontare un disco a parole è un casino, non vi dico descrivere le immagini, ora le mettiamo in un link così capite tutto.
Ma vi assicuro che il viaggio è vero ed autentico, che è chiaro a tutti che Ora in questa parte di Universo c’è tutto da scoprire. Così saliamo sulla navicella, amici, complici e scettici, destri e sinistri, apocalittici e integrati, e ci lasciamo cullare tra le stelle per oltre un’ora. Jova remixa immagini e parole, scratcha le emozioni, il Dj è vivo più che mai; ci ha stesi, e ora se che deve accelerare, il finale è un crescendo, le immagini battono un ritmo dance e Jova come il pianista sull’oceano pure, ormai vola.
Torniamo con i piedi per terra.
Quindi si guarda solo il futuro? E allora che c’entra l’opera? La rivoluzione è il lavoro? Davvero ballare è una soluzione? E Berlusconi? E Veltroni?
Ma neanche questo riporta il Pirellone fino a Milano.
D’accordo, il suono del bunga bunga è un martello sempre in moto nella testa di tutti, ma quassù arriva solo un’eco.
Perché finchè c’è Jova, si balla!

Marco “Ercole” Ruba

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